Il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro è per definizione multidisciplinare, non si esaurisce né con la legislazione, né con la normativa tecnica, né con la tecnologia, né con la cultura della qualità, né con la psicologia, né con la medicina del lavoro, ma è il risultato di una complessa miscela di tutte queste aree disciplinari.

Una formazione dei lavoratori che ambisca a raggiungere i più alti livelli di efficacia nell’orientare, nel dare forma ai comportamenti, non può ignorare il carattere multidisciplinare della sicurezza, anzi lo deve valorizzare ed esaltare a fini didattici. Questa è la sfida lanciata dall’obbligo alla formazione continua, introdotto dall’accordo Stato-Regioni del dicembre 2011.

L’aggiornamento quinquennale infatti non può e non deve diventare la stanca ripetizione della formazione di base, generale e specifica, rappresenta invece una preziosa opportunità per rinforzare e sviluppare nei lavoratori competenze, consapevolezze e motivazioni in materia di sicurezza.

Tale obiettivo può essere conseguito attraverso il ricorso alla codocenza come metodologia didattica.

Ma che cosa è la codocenza?

Più formatori, ciascuno con una propria specifica esperienza in un’area disciplinare, intrecciano a coordinano i loro interventi in aula allo scopo di sviluppare tutta la complessità del tema della sicurezza, offrendo molteplici angoli visuali delle stesse problematiche. Le conoscenze e le competenze dei vari docenti si integrano per far emergere le connessioni e le implicazioni dei comportamenti virtuosi in materia di sicurezza, fornendo ai lavoratori una formazione più ricca e più ampia, capace finalmente di cogliere, al di là delle singole regole di sicurezza, il significato più profondo degli obiettivi prevenzionali.

Nell’ambito della formazione aziendale, il modello didattico della codocenza può essere messo in atto con relativa facilità, qualora vi sia un RSPP che abbia una certa capacità progettuale in materia di formazione. Individuare con precisione i reali fabbisogni formativi dei lavoratori, scegliere tra le professionalità interne ed esterne all’azienda quelle più indicate per il raggiungimento degli obiettivi fissati e coordinarle in un progetto formativo bilanciato ed armonioso sono competenze che un RSPP può possedere, a condizione che abbia maturato una formazione specifica nel campo della metodologia didattica.

Trasferire queste competenze metodologiche e progettuali è l’obiettivo più rilevante del corso di 24 ore, previsto dal decreto del marzo 2013, abilitante alla formazione in materia di sicurezza e di salute sui luoghi di lavoro. La padronanza della metodologia didattica costituisce il filo rosso che consente di unire le più diverse competenze aziendali e di comporle in un progetto formativo. Curando la formazione dei formatori interni all’azienda, in particolare dell’RSPP e degli ASPP, è dunque possibile creare un nucleo di competenze spendibili non solo individualmente, ma anche collegialmente, con ottime ricadute sull’efficacia della formazione continua dei lavoratori.

Dott. Roberto Poggi – Dott.ssa Monica Zillio

Formatori Sicurezza

 

Potrebbe interessarti

Leave Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

clear formSubmit