Estintori: come usarli e come farne manutenzione

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Estintori: come usarli e come farne manutenzione

Le emergenze incendio sono una minaccia purtroppo molto concreta: da un report annuale dei Vigili del Fuoco risulta che, nel solo anno 2014, gli interventi di soccorso tecnico urgente per emergenze incendio, in Piemonte sono state quasi 12.000, mentre in Lombardia quasi 18.000.

In ambito aziendale, tutte le unità produttive devono essere munite di attrezzature antincendio.

Il datore di lavoro ha in particolare l’obbligo della manutenzione degli estintori, come stabilito dalla norma UNI 9994:2003, che individua 4 fasi per la manutenzione: la Sorveglianza (art. 5.1 norma UNI 9994:2003), il Controllo (art. 5.2.  norma UNI 9994:2003), la Revisione (art. 5.3.  norma UNI 9994:2003) e il Collaudo (art. 5.4.  norma UNI 9994:2003).

Come dedicarsi alla manutenzione degli estintori sul posto di lavoro?

Il responsabile antincendio, interno all’azienda, deve essere adeguatamente formato e deve incaricarsi di rispettare un programma di manutenzione. La sorveglianza da parte del personale interno è utile al controllo della presenza e della corretta segnalazione dell’estintore in azienda, la sua visibilità e accessibilità. Oltre alla collocazione, si deve controllare che l’estintore non sia manomesso, che l’indicatore segnali un valore di pressione compreso all’interno del campo verde e che in generale non siano presenti anomalie alla maniglia di trasporto, alla struttura di supporto e alle ruote (in caso di estintore carrellato). Il cartellino di manutenzione dev’essere presente sull’estintore e deve essere compilato correttamente con l’indicazione di numero di matricola, estremi del manutentore, massa lorda e carica dell’estintore, tipo di operazione effettuata, data dell’intervento, firma o punzone del manutentore.

Il controllo non spetta invece a un lavoratore individuato, ma a personale esterno e qualificato, appartenente a una ditta di manutenzione, che possa effettuare un controllo ogni 6 mesi. Lo stesso vale per la revisione, che comprende anche la ricarica oppure la sostituzione dell’agente estinguente contenuto nell’estintore. Per gli estintori a polvere, la frequenza di revisione è di 36 mesi, per gli estintori a CO2 è di 60 mesi, mentre per gli estintori a schiuma è di 18 mesi. Anche il collaudo è pertinenza della ditta di manutenzione e quindi spetta a personale esterno, che verifica, attraverso una prova idraulica, che l’involucro dell’estintore sia stabile.

Come usare l’estintore in caso di emergenza?

In caso di emergenza, è necessario minimizzare i tempi di intervento. Per utilizzare al meglio l’estintore, il primo passaggio è quello di togliere la sicura ruotandola e tirando in maniera decisa per rompere il sigillo plastico di garanzia. Si deve poi impugnare la lancia e tenere con una mano la parte inferiore della maniglia d’erogazione. Con l’altra mano, poi, si deve afferrare la punta della lancia con la mano destra, tenendo la presa salda e vicina al foro d’erogazione perché dirigere il getto sia più facile. A questo si può azionare l’estintore, pigiando a fondo la leva di comando ma cercando di fare attenzione a calcolare la distanza giusta e tenendo conto di fattori differenti, come la direzione del vento. Il getto andrà diretto alla base delle fiamme. È molto importante ricordarsi che non si deve mai agire da un punto contrapposto (se due operatori intervengono in un’emergenza, dovranno mai posizionarsi in modo da creare un angolo inferiore a 90° rispetto all’incendio). Una volta che ci si è assicurati che il focolaio sia spento e dopo essersi accertati che non ci sia rischio di riaccensione, si deve riporre l’estintore e abbandonare luogo dell’incendio.

 

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